Tradizioni

L’arcaicità dello spirito natalizio è rapportabile all’antichità delle sue tradizioni, che da tempo immemore si contornano di atmosfere nuove e scenari decorativi, a seconda dei periodi e dei popoli presso cui il Natale è stato celebrato.

Tra le più significative tradizioni spicca inevitabilmente il presepe, rappresentazione su scala della Natività del Bambinello, che si fa risalire a San Francesco.

La preparazione del presepe si è molto sviluppata nei secoli avvenire, espandendosi in tutta la penisola con manifatture anche d’autore, come la riproduzione del 1250 di Arnolfo di Cambio considerato il presepe più antico oggi conservato alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Firenze.

Tra le tradizioni più apprezzate c’è senza dubbio quella romana degli zampognari, cantori girovaghi che suonano la zampogna tra vicoli e quartieri, recandosi per un’offerta di porta in porta: anticamente si pensava che provenissero dalle terre abruzzesi, agghindanti in maniera piuttosto pittoresca con costumi regionali ancora oggi indossati e ammirati.

Ad esaltare i giorni di festa che precedono la ricorrenza è tradizione allestire nelle più grandi e importanti piazze delle città mercatini a tema, un complesso di bancarelle di legno allestite con prodotti tipici del Natale, dai giocattoli ai dolciumi, dalle decorazioni a prodotti artigianali, il tutto investito da musica e canti, giochi e sfumature particolarmente festose.

I mercatini sono un surrogato delle vecchie usanze dei Paesi del Nord Europa, oggi rivisitati e riproposti nelle più importanti località come Piazza Navona a Roma, Trentino e Alto Adige, ma anche al Sud, come a Napoli o in Sicilia. A tavola prende posto il tradizionalismo dei piatti, che alla vigilia o il giorno di Natale acquisiscono connotati di una gastronomia locale: al Nord è il 25 che si allestisce il pasto più importante, che in passato durava fino a notte inoltrata.

Diversamente accade nel Mezzogiorno, dove la cena della vigilia ha un valore fondamentale, a base di pesce e verdure, ben amalgamata al pranzo, oltremodo ricco e variegato, del giorno dopo.


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